I nani da battaglia

 

Ho smesso di credere alle coincidenze con la nascita dei miei figli, nati entrambi il 28 di febbraio a distanza di due anni.

Lei, Amaranta Lucille, 2016.

Lui, Elianto Andreas, 2018.

a caccia di onde
a caccia di onde, Nizza, 2024
Se aggiungo che i nomi me li hanno suggeriti loro stessi mentre si crogiolavano nel liquido amniotico, potrei risultarvi pazza. Eppure è andata proprio
così. Elianto ha aggiunto Andreas giusto qualche ora prima di mettere il naso fuori dalla pancia. Durante le gravidanze non pensavo a come chiamarli: i nomi sono arrivati improvvisamente, uno alla volta, proprio come se si fossero ufficialmente presentati. "Ciao! Io sono Amaranta" e, dopo qualche tempo, "ma anche Lucille, quella canzone che ascoltavamo ieri mi piace proprio tanto, sai? Ah, dimenticavo, sarò la tua spina nel fianco, il tuo doppelgänger, dove andrai tu andrò io, ma ricordati che sarò io a tenere la rotta" — una roba così. Carina, vero? Il parallelo con l’Amaranta di Márquez arriva da sé, ma con Cent'anni di solitudine ho un conto aperto da sempre, che ve lo dico a fare!

Per quanto Amaranta sia focosa e venale, artista e brillante, Elianto è davvero il sole, l’uomo che guarda il sole. All'età di due anni, un giorno in cui ero particolarmente triste, mi dice col ciuccio in bocca: "Quando ero ancora una stella guardavo giù per terra e ti ho visto, e ho deciso di venire da te". Cosa ne dite, come ci si rapporta a un certo punto con le coincidenze? Non sono fatalista, ma ci sono giusto un po' di suggerimenti che mi arrivano da che ho memoria che fanno vacillare il mio piano di realtà. In ogni caso, quello che mi rende orgogliosa e motivata è vederli crescere e muoversi nel mondo, con le proprie gambe e menti brillanti, proprio come se il tracciato fosse già scritto, un Golden Path da scoprire insieme.

Come vi avevo anticipato, sono due buone forchette, con gusti agli antipodi... che gemelli astrali sarebbero altrimenti? Amaranta è la mia assaggiatrice ufficiale: ha un'ottima capacità di distinguere e riconoscere i sapori; non a caso è la nana che, una volta abbandonata la tetta, ha iniziato a fare merenda con pane e paté di olive taggiasche. La Nutella? Che porcheria! Adora i sapori decisi: i tortelli di zucca alla mantovana (un mio cavallo di battaglia, tarato sulla sublime ricetta della Diva: sapidità e piccantezza), la cucina giapponese (zuppa di miso, alghe, katsuobushi, la salsina a base di soia, zenzero, aglio e olio di sesamo), qualsiasi cosa possa essere affumicata (salmone, speck, formaggi, petto d'oca...), le cipolle (crude, stufate, in agrodolce, fritte), le verdure fermentate e in salamoia, il pane nero, l'aglio nero, il cavolo nero. Adora la panna senza cognizione alcuna. Creativa.

Elianto è più semplice e schematico, mangia i cibi in ordine crescente di gradimento: dal meno gradito a quello "super" (di norma prediligo fare piatti unici che comprendano verdure, proteine e carboidrati, ad esempio legumi in umido, riso integrale, carote e finocchi crudi). Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole. Adora il cioccolato, che sposerebbe con qualsiasi altro alimento: a dire il vero, lo ha fatto. Ha mangiato un Nutella B-ready con intorno una fetta di prosciutto crudo. Speravo si sarebbe reso conto dell'insensata e discutibile accoppiata, invece gli è piaciuto così tanto che ne voleva fare un altro. Non gli ho permesso di ripetere l'esperimento, ma da quella volta è entrato nella leggenda. Mangia carote come un coniglio, odia la panna. Pragmatico.


il panino troppo buono (2020)
il panino troppo buono
una vecchia illustrazione ideata a sei mani
2020

Sperimentiamo parecchio in cucina, sia a casa che fuori: la curiosità è il motore delle nostre uscite. Non esiste "fa schifo", esiste l'assaggio come base dell'esperienza, durante la quale si aggiungono sensazioni, termini e significati e attraverso la quale si può decidere se la tal cosa ci è più o meno gradita; avremo aggiunto strumenti per conoscere e riconoscere. L'altro da me è ciò che mi determina. Ritengo che l'educazione sensoriale e, nello specifico, alimentare sia la base indispensabile e il motore propulsivo per la crescita e l'evoluzione: essere consapevoli di sé in relazione al mondo che ci circonda aumenta le possibilità creative e le motivazioni. Non siamo autoconclusivi, siamo nel flusso, fratelli!

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