La bottega, i kumquat e Maria Luigia
C’è una bottega alimentare qui in paese che scatena la creatività quotidiana. Prodotti eccellenti, chicche inaspettate, cose che non trovi altrove. Il tipo di posto in cui entri per prendere una cosa e esci venti minuti dopo con tre cose che non sapevi di volere. Questa settimana erano i kumquat. Li hanno notati i nani — piccoli, arancioni, ammucchiati in un cestino. Li abbiamo presi per curiosità. Li abbiamo mangiati interi, come si deve. La buccia amara che ricorda l’arancia candita, poi la polpa — un’esplosione aspra come un limone, immediata, quasi aggressiva, che si scioglie in una dolcezza estrema e piacevolissima. Una sorpresa. Il tipo di sorpresa che ti fa dire: ancora uno. Il giorno dopo sono tornata a prenderne altri. Convinta di farci una marmellata, che è poi l’uso più consigliato. A metà cottura mi sono resa conto che il sugo rilasciato dai kumquat, rinforzato dallo zucchero, stava diventando qualcosa di diverso da una marmellata. Una coulisse. Densa, brillante, che manten...







